Con il suo motto “Broadcast yourself” (letteralmente “Trasmetti te stesso”) YouTube è diventato negli anni uno dei siti di riferimento di internet, con più di 20.000 visitatori al mese. Iniziando il suo percorso come contenitore di video, ha sviluppato negli anni il suo giro d’affari e si lancia ora nella produzione di materiale originale, con canali televisivi veri e propri trasmessi attraverso la rete.
La storia di YouTube come contenitore
YouTube nasce nel 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim: tutti e tre hanno lavorato per Paypal, sito di riferimento per gli acquisti su internet. La loro nuova piattaforma si occupa di video sharing: è cioè un sito in cui gli utenti possono caricare e condividere i loro video. E’ una realtà che cresce rapidamente grazie alla passaparola online, diventando uno degli strumenti principe del cosiddetto “web 2.0”.
I video caricati sono accompagnati da codice html che permette di inserire il video in altri siti (una funzione viene chiamata “embed”), fenomeno ormai assai utilizzato nell’ambito dei social-network.
Attualmente viene considerato il terzo sito più visitato in assoluto: lo precedono solo Google (che, tra l’altro, ha comprato YouTube nel 2006 per più di un miliardo e mezzo di dollari) e Facebook.
Il futuro di YouTube come produttore
La collaborazione tra YouTube e i canali di comunicazione di massa non inizia nel migliore dei modi: sono diverse le denunce in cui si richiede la rimozione di materiale protetto dal diritto d’autore e che tuttavia si trova nella piattaforma. In seguito però, intuendo la potenzialità del sito, molti media decidono di stabilire una partnership con YouTube, traendone un mutuo beneficio.
Sul finire del 2011 il sito comunica l’intenzione di produrre una programmazione propria e assolutamente originale, che manderà in onda sui suoi canali: il palinsesto sarà completo nei primi mesi del 2012.
Parteciperanno alla creazione di questi programmi star della televisione, della musica e dello sport, e saranno presenti spettacoli di divertimento, così come canali dedicato alla musica, all’istruzione, alla natura e all’informazione. Verrà dato infine spazio anche alle produzioni che pur essendo nate su internet hanno raggiunto grande fama grazie alla rete, come film autoprodotti e corsi di bricolage.
Foto: Thomas Pajot – Fotolia